Scuola: storia e attualità – programma e programmazione

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Redazione I Martedì

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Affondare lo sguardo nella scuola italiana partendo dall’attuale normativa fatta di misurazione, valutazione e innovazione richiede di ripercorrere il passato per capire cosa sta succedendo.

Scuola: storia e attualità – Due filoni legislativi innovativi indipendenti, ma collegati, stanno investendo la scuola italiana: il proposito di valutarla in ottica formativa e di miglioramento, innescato nel 2013 dal Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione e il cambiamento, con la legge 107 del 2015, detta “La buona scuola”, di alcuni dei presupposti e delle regole che l’hanno sorretta in questi ultimi decenni, riguardanti, solo per ricordare i temi più discussi, i poteri del dirigente scolastico, il riconoscimento meritocratico (bonus scuola), il sostegno alla formazione individuale (somma individuale per la formazione), la pianificazione triennale (POFT – Piano Offerta Formativa Triennale), la formazione in servizio collegata ai risultati di apprendimento e l’alternanza scuola-lavoro.
A tutte le scuole italiane è stato chiesto di svolgere un’autovalutazione con strumenti del Sistema nazionale di valutazione, di darsi un giudizio sintetico in undici aree in cui è stato visto l’istituto scolastico, di individuare una o due criticità (nel RAV–Rapporto di autovalutazione) e di avviare un piano di miglioramento di respiro triennale (2015-2018) che può inglobare obiettivi di organizzazione scolastica, metodologia didattica e gestione della classe, anche utilizzando specifici commi della L. 107 e finanziamenti ad hoc.

Nel piano è chiesto alle scuole di passare dalle enunciazioni di principio al concreto dettaglio operativo nell’ambito di una logica stringente: ho un problema (ad es. i miei allievi vanno male in matematica) quindi devo programmare un miglioramento, cercando metodologie didattiche nuove, imparando da altri, aggiornandomi, e devo misurare tutto ciò con evidenze oggettive. Quattro sono gli ambiti previsti per il miglioramento dei risultati di apprendimento: risultati scolastici, competenze di cittadinanza, risultati a distanza e prove standardizzate nazionali.
Come è noto, ormai da dieci anni, la scuola italiana come molte scuole del mondo, viene sottoposta a prove di apprendimento standardizzate relative alle discipline e alle competenze ritenute rilevanti per la cittadinanza (lingua madre, matematica e scienze)  tra le otto competenze chiave per il cittadino definite dal Consiglio Europeo.

Da di ci anni la scuola italiana, come molte scuole al mondo,
viene sottoposta a prove di apprendimento standardizzate.

[…] Leggi l’articolo completo nel numero 336 “Di Nuovo a scuola”

Paolo Senni Guidotti Magnani – Sheila Bombrardi

 

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