Origine dei Predicatori: fra il Papa e l’anticristo

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L’origine dei Predicatori

Domenico e Francesco, due santi, due fondatori di ordini che hanno potentemente contribuito a tessere la storia della Chiesa. Riscopriamo le loro origini.

Uno schema confortante a cui siamo abituati è quello in cui ci sono Francescani e Domenicani, termini che nei primi tempi vengono usati pochissimo. In realtà ci sono Frati Minori e Frati Predicatori. Un modello rassicurante è quello in cui questa coppia di istituzioni e di carismi costituisce una sorta di doppio bipario su cui scivola il treno della Chiesa del XIII secolo, ma alle origini non era così. Noi siamo abituati, e in parte soffriamo la rifrazione del Paradiso di Dante (canti XI e XII), dove il frate predicatore Tommaso fa l’elogio di Francesco e rampogna i suoi con fratelli e il frate minore Bonaventura da Bagnoregio rimprovera i francescani e fa l’elogio di Domenico, quasi ad indicare che siamo di fronte a due ordini gemelli che pur avendo vissuto una certa rivalità, hanno comunque

caratteri comuni che costituiscono una base solida che ci consente di comprendere le loro stesse origini. In realtà siamo di fronte a due soggetti completamente diversi: i Frati Minori si definiscono “Viri Penitentiales”, cioè penitenti, dei laici che vivono una vita di penitenza, ad esempio, riparano le chiese, vivono nei lebbrosari o negli ospizi, cosa che non faceva solo Francesco. I seguaci di Domenico, invece, sono indicati da Giacomo di Vitry, negli anni ’20 del XIII secolo, come canonici, praticamente uguali ai preti, che fanno vita comune ed anche l’abito che portano è simile a quello dei canonici regolari; bianco con il mantello nero. Alle origini sono, dunque, due soggetti molto diversi, come d’altronde lo sono tra loro gli stessi fondatori. Domenico è un canonico, sottopriore del Capitolo di Osma, Francesco è figlio di un mercante e non conosce le lettere. Come avviene che questi due soggetti istituzionali diventino quelli che oggi conosciamo e che già all’epoca di Dante sono riconosciuti come due ordini “gemelli”? È un processo non troppo breve, che chiama in causa le due variabili del titolo della conferenza, esso è in gran parte diretto dalla Sede apostolica e da un personaggio particolare che è Ugolino dei Conti di Segni, parente di Innocenzo III che lo crea cardinale e che ben presto (1217), quando ormai i due personaggi sono attivi da una decina d’anni, entra in contatto sia con Francesco che con Domenico. La progressiva assimilazione avviene innanzi tutto a colpi di privilegi che sono piuttosto sconvolgenti se consideriamo l’epoca in cui furono messi in atto. Ne cito uno: nel 1221 i Frati Predicatori ottengono il privilegio di poter celebrare su un altare portatile. Questo privilegio scavalca, di fatto, il principio sancito a Calcedonia in base al quale il vescovo aveva il controllo sulla vita religiosa e sui monaci della sua diocesi. I Frati Predicatori possono, pertanto, entrare in una diocesi e celebrare messa sull’altare portatile, senza che il Vescovo possa minimamen-

 

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