Credere nel progresso sociale

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Redazione I Martedì

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Analizzare il progresso sociale e il significato che esso riveste sull’ambiente è un dovere etico cui non ci sottraiamo: “Credere nel progresso sociale” è, non a caso, il titolo di questo dossier che coniuga, come si sarebbe detto un tempo, «il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà», laddove la ragione e la volontà tentano di condividere le sfide che, obtorto collo, abbiamo dinanzi. Proprio per questo è nato il Panel Internazionale sul Progresso Sociale (IPSP) costituito con la consapevolezza della complessità dei problemi a cui si devono trovare, comunque, risposte adeguate.

Le caratteristiche del Panel Internazionale sul Progresso Sociale sono evidenziate da Gian Paolo Rossini e Marc Fleurbaey, rispettivamente membro associato e Co-direttore di IPSP, nonché Professore presso la University of Princeton (USA), che illustrano il progetto di IPSP di affrontare il progresso sociale integrando i diversi segmenti delle scienze sociali e delle cosiddette scienze esatte. (leggi l’articolo)

Pier Giorgio Ardeni analizza lo iato sociale, sempre più esteso, tra i garantiti e gli esclusi. Il problema della giustizia sociale è strettamente legato alla permanenza delle disuguaglianze e delle povertà: da qui, l’urgenza di ridurre le disparità sociali e di aumentare le opportunità. (leggi l’articolo)

Massimo Livi Bacci si sofferma sulle criticità inerenti la crescita demografica e l’impatto dei flussi migratori in una prospettiva di sviluppo sostenibile. (leggi l’articolo)

Giovanni Fini sottolinea la necessità improrogabile di creare eco-città o eco-distretti in grado di interiorizzare la produzione energetica e nutrizionale in nome di un’ecologia integrale. (leggi l’articolo)

Vincenzo Balzani affronta la necessità che le attività umane incorporino pienamente i concetti dell’economia circolare, per costruire un futuro sostenibile per tutti, sottolineando come la sostenibilità sociale e ambientale siano due aspetti della medesima questione. (leggi l’articolo)

Lintervista di Antonino Frusone a Romano Prodi affronta l’analisi delle condizioni del mondo del lavoro di oggi, e come una possibile diversa organizzazione del lavoro possa incidere sulla “ricchezza di vita” del singolo, delle famiglie e della società.

Nicola Armaroli mette in evidenza i “colli di bottiglia” dell’attuale transizione energetica, mostrando come il ricorso al fotovoltaico e all’eolico hanno contribuito a trovare soluzioni energetiche rinnovabili e sostenibili. (leggi l’articolo)

[…] Leggi l’articolo completo nel numero 341 “credere nel progresso sociale”

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