Il vecchietto dove lo metto?

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Redazione I Martedì

L’ Emilia Romagna (in particolare la città metropolitana di Bologna) è terra di longevi, con proiezioni future piuttosto confortanti ma anche molto impegnative: la situazione nella nostra città è da record: qui vivono quasi 100.000 persone di oltre 65 anni e in buona parte sono grandi anziani (di oltre 85 anni di cui ben 238 ultracentenari). Se poi consideriamo che un nucleo familiare su due è composto da una sola persona, deduciamo che la longevità comporta fragilità unita a solitudine. Allora come garantire a tutti l’assistenza necessaria per condurre una vita dignitosa e serena fino in fondo? Recenti fatti di cronaca hanno denunciato inquietanti casi di maltrattamenti a danno di ospiti affidati a strutture appartenenti anche a Comuni della nostra “cintura”. Insomma la “fragilità” può esporre a rischi con cui dobbiamo misurarci. Per raccogliere informazioni utili a chi deve affrontare oggi questo problema ci aiuta il dott. Massimo Zucchini che si confronta quotidianamente con queste tematiche dall’autorevole osservatorio del Comune (Ufficio Fragilità, non autosufficienza e disabilità) e che ringraziamo per l’attenzione che ci ha dedicato. La nostra conversazione muove dalle soluzioni che si propongono alla famiglia che non ce la fa più da sola ad accudire al “suo” anziano, ma che vorrebbe ancora tenerselo a casa.

Dott. Zucchini come può essere assistita la famiglia che ha tra le sue mura domestiche una persona anziana a cui è affettivamente legata?

Il Comune di Bologna ha attuato linee di servizio per il supporto alla domiciliarità, variabili in relazione ai cambiamenti dello stato di salute dell’anziano. Se, per esempio, dopo una fase acuta di malattia, questo è ancora ricoverato in ospedale, potrà essere la Caposala o il servizio sociale dell’ospedale a fornire le indicazioni utili per accedere al supporto domiciliare, oppure si potrà fruire dell’aiuto dell’Assistente sociale presso gli Sportelli Sociali del quartiere. Infine si potrà anche attivare direttamente questo servizio, a parità di garanzie. Così potranno essere richiesti interventi di cura molto puntuali di una o due ore al giorno. I costi di questi servizi, resi attraverso un servizio accreditato, sono di poco al di sotto dei € 25/h e sono sostenuti in parte dall’Ente pubblico (€ 15,00) e in parte dal cittadino (€ 10,00). A Bologna in un anno usufruiscono di questo servizio circa un migliaio di persone cui vengono così offerte occasioni di relazione con nuovi amici ma, soprattutto, momenti di monitoraggio e cure specifiche (come per esempio: alzata dal letto, doccia in condizioni di sicurezza, controllo dell’assunzione di farmaci ecc…). Inoltre si può ricorrere all’aiuto di collaboratori familiari (badanti): a questo proposito è stata stipulata una convenzione che consente alla famiglia di non dover assumere il ruolo di “datore di lavoro”, sia pure domestico e ciò può avvenire stipulando un contratto con l’Agenzia per il Lavoro che ne garantisce la regolarità e che si occupa di tutti gli assolvimenti necessari. Una interessante alternativa, se il l’anziano può essere accompagnato fuori casa, è quella rappresentata dai Centri Diurni: si tratta di luoghi attrezzati per ospitare anziani durante la giornata (con orari variabili ed adattabili alle singole esigenze): ne esistono ben 17 a Bologna, alcuni dei quali hanno posti disponibili. Ne usufruiscono un numero di utenti effettivi notevolmente superiore ai 327 posti esistenti, perché alcuni anziani li frequentano soltanto per alcuni giorni la settimana, rendendo gli spazi disponibili per altri. Vi si svolgono attività di animazione, di cura e di intrattenimento, secondo le attitudini degli ospiti. I costi effettivi sostenuti dal Comune per questo servizio sono calcolati nell’ordine dei € 51,00 per giornata intera (cui vanno aggiunte le spese di trasporto), tuttavia la partecipazione a carico dell’utente copre soltanto una parte dei costi: da un massimo di € 29,00 per un abbiente fino a zero per i meno abbienti.
Infine, Bologna dispone anche di oltre 100 appartamenti protetti che offrono un sistema di condivisione dei servizi come assistenza domiciliare ed altro molto vantaggiosi. Si prevede, tra l’altro, di costruire nuove unità abitative per soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più vasto.

E se le condizioni dell’anziano si aggravano?

[…] Leggi l’articolo completo nel numero 345 “Appennino Docet”

Anna Busacchi

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